Biografia / 1957 —

La forma di una ricerca.

San Damiano d’Asti, Italia

Sergio Omedé è nato a San Damiano d’Asti nel 1957.

Nel 1983 inizia a svolgere l’attività di docente al Liceo Artistico di Saluzzo e poi di Asti. Contemporaneamente i suoi lavori sono esposti in mostre personali e collettive: opere plastiche e grafiche, dove si evidenzia l’istintiva volontà dell’autore di mettere in rapporto dialogico il suo «far scultura» con le problematiche del contemporaneo.

Omedé rimane intimamente legato al suo proposito originario: quello di indagare, attraverso il linguaggio plastico, le variegate possibilità espressive e le futuribili evoluzioni della «materia uomo».

Tra le principali esposizioni personali: Galleria Cittadella, Torino (1984); Galleria La Fornace, Asti (1985); Galleria Ciovasso, Milano (1989); Galleria Gibigianna, Bra (1991); Battistero di S. Pietro di Asti e Galleria Il Platano (1996); L’urlo sospeso dell’anima, Cerrina Monferrato (2005); Il libro, la vanga e l’uomo, Mondovì (2008); Opere 1991–2008, Barbaresco (2011); OM, Anatomia del pensiero barocco, Fondazione Peano, Cuneo (2020); Opere 2010–2025, Sculture e disegni, Montemagno Monferrato e Costigliole d’Asti (2025).

È invitato inoltre a mostre collettive: XVI Biennale Internazionale del Bronzetto, Padova (1995); Il colore nella scultura italiana del ’900, Pavia (1997); Incontro con la scultura 2, Torino (1997); XXXVII Premio Suzzara (1997); Corpo libero, Castell’Arquato (2000); Nove scultori piemontesi a Cuneo, Fondazione Peano (2003); Scultori a Palazzo Cisterna, Torino (2004); XXXII Premio Sulmona (2005); BAM 2, Verbania (2006) e Vinadio (2007); Disegni di scultori, Fondazione Ada e Mario de Micheli, Trezzo sull’Adda (2013–2015).

Nel 2002–2003 esegue le sculture per la Cantina Gaja a Castagneto Carducci; nel 2004 a Savigliano il monumento L’emigrante e nel 2006 De Historia, opera pubblica sulla rotonda di corso XXV Aprile ad Asti. Nello stesso anno esegue un gruppo di sculture in terracotta per gli spazi Borsalino di Milano.

Nel 2019 ha realizzato, in collaborazione con l’Ente Parchi, le installazioni/cornici nel paesaggio Ferro del mare padano, situate in sei comuni dell’Astigiano.

Testo di Clizia Orlando